{"id":1134,"date":"2021-01-21T18:43:52","date_gmt":"2021-01-21T17:43:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/?p=1134"},"modified":"2021-01-21T18:48:32","modified_gmt":"2021-01-21T17:48:32","slug":"microbi-diversi-diversa-risposta-al-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/microbi-diversi-diversa-risposta-al-cibo\/","title":{"rendered":"MICROBI DIVERSI? DIVERSA RISPOSTA AL CIBO"},"content":{"rendered":"<p>Alla base di valori superiori alla norma di glicemia, colesterolo e trigliceridi nel sangue, che mettono a rischio la salute del cuore, ci sono spesso cattive abitudini alimentari, scarsa attivit\u00e0 fisica e predisposizione genetica. Ma ci\u00f2 non basta per spiegare completamente la variabilit\u00e0 che si registra nei valori cardiometabolici della popolazione. Infatti, ogni persona risponde a un cibo in modo diverso. Ad esempio c\u2019\u00e8 chi presenta picchi immediati di glicemia, che per\u00f2 poi scendono in poco tempo e chi, invece, ha un assorbimento e un consumo pi\u00f9 lenti. E magari si osserva il comportamento opposto con l\u2019assunzione di cibi diversi, anche a parit\u00e0 di calorie. Il metabolismo individuale, ovvero come un corpo converte macronutrienti come grassi e zuccheri in energia, ha forti collegamenti anche col microbioma, cio\u00e8 il patrimonio di microorganismi specifico di una persona, e in particolar modo con un gruppo di 30 batteri intestinali, 15 dei quali risultano associati a una dieta sana e a marcatori positivi di salute cardiometabolica.<br \/>\nSono le conclusioni di uno studio coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Trento e condotto in collaborazione con il King\u2019s College London e con Zoe, iniziativa commerciale inglese che offre piani nutrizionali personalizzati con consulenza e monitoraggio via app per aiutare la clientela a mangiare ci\u00f2 che la fa stare meglio. Lo studio \u00e8 stato svolto su un campione di oltre mille persone coinvolte tra Londra (un migliaio, in gran parte gemelle) e Boston (un centinaio). A dare conto della ricerca \u00e8 la rivista scientifica \u201cNature Medicine\u201d.<br \/>\nLo studio rientra in un campo di indagine che il Laboratorio di Metagenomica computazionale nel Dipartimento Cibio di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell\u2019Ateneo di Trento ha intrapreso per approfondire la correlazione tra microbioma, dieta e salute metabolica e si \u00e8 avvalso in maniera determinante di nuovi strumenti informatici che sono stati sviluppati per l\u2019analisi dei dati di microbioma.<br \/>\nNicola Segata, coordinatore del team di ricerca all\u2019Universit\u00e0 di Trento, racconta: \u00abIn questa ultima ricerca ci siamo concentrati sul collegamento tra batteri intestinali, dieta e salute cardiovascolare ed \u00e8 emerso con evidenza che ci sono batteri associati a diverse risposte metaboliche al cibo\u00bb.<br \/>\nPoi descrive lo studio: \u00abIl campione \u00e8 stato monitorato nelle risposte a due identici pasti (colazione e pranzo) consumati sotto stretto controllo clinico, e in una serie di pasti di test assunti nell\u2019arco di due settimane. Dall\u2019analisi emerge che, in risposta a uno stesso cibo, ogni persona dopo mangiato fa registrare un andamento molto diverso dei livelli di grassi, di zucchero e di marcatori immunologici nel sangue. Questa variabilit\u00e0 \u00e8 spiegata solo molto parzialmente dalla genetica, perch\u00e9 abbiamo verificato che gemelli identici con stile di vita molto simile hanno anche loro risposte al cibo parecchio diverse\u00bb.<br \/>\nRiprende: \u00abCi siamo concentrati, quindi, sul ruolo del microbioma intestinale e abbiamo trovato che chi segue una dieta ricca di vegetali, rispetto a chi ne assume pochi, ha una maggiore presenza di batteri associati a marcatori di buona salute metabolica e quindi a valori pi\u00f9 contenuti di glicemia, colesterolo e trigliceridi sia pre- che post-pasto. In particolare ci siamo focalizzati sui 15 batteri pi\u00f9 fortemente associati in modo positivo alla dieta sana e alla salute cardiometabolica, e sui 15 pi\u00f9 associati in modo negativo\u00bb.<br \/>\nFrancesco Asnicar, del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell\u2019Ateneo di Trento, co-autore del lavoro, spiega: \u00abPer l\u2019analisi dei big data generati dal sequenziamento del microbioma abbiamo applicato un approccio di apprendimento automatico che ci ha permesso di identificare nuove associazioni tra microbioma e dieta, in particolare con i cibi, macronutrienti e indicatori cardiometabolici. Sospettiamo che questa coorte di oltre mille persone contenga altre importanti informazioni sul collegamento tra microbioma e dieta personalizzata e stiamo sviluppando altri metodi computazionali per continuare la ricerca a una risoluzione sempre maggiore\u00bb.<br \/>\nSarah Berry, del Dipartimento di Scienze nutrizionali del King\u2019s College di Londra e co-autrice aggiunge: \u00abTrovare nuovi batteri associati a cibi specifici e alle risposte metaboliche \u00e8 entusiasmante dal mio punto di vista di scienziata nutrizionista. Inoltre, data la composizione altamente personalizzata del microbioma di ognuno, la nostra ricerca ci suggerisce che potremmo essere in grado di modificare il microbioma intestinale per migliorare lo stato di salute, scegliendo per esempio gli alimenti che meglio servono la nostra biologia individuale\u00bb.<br \/>\nSegata conclude: \u00abOra dobbiamo studiare e capire meglio quale sia il ruolo specifico dei batteri intestinali che la nostra ricerca ha trovato essere i pi\u00f9 rilevanti per la salute cardiometabolica. Se e come ci sia un loro nesso causale nel determinare il metabolismo di una persona.<br \/>\nL\u2019obiettivo finale \u00e8 utilizzare le informazioni del microbioma per comprendere meglio la risposta di ogni persona al cibo a priori, cos\u00ec da poter poi pensare di individuare una dieta personalizzata per ogni individuo e contribuire a una migliore salute metabolica e cardiovascolare e una conseguente diminuzione del rischio di malattia\u00bb.<\/p>\n<ul class=\"wpuf_customs\"><\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla base di valori superiori alla norma di glicemia, colesterolo e trigliceridi nel sangue, che mettono a rischio la salute del cuore, ci sono spesso cattive abitudini alimentari, scarsa attivit\u00e0 fisica e predisposizione genetica. Ma ci\u00f2 non basta per spiegare completamente la variabilit\u00e0 che si registra nei valori cardiometabolici della popolazione. 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