{"id":1297,"date":"2021-09-10T18:14:04","date_gmt":"2021-09-10T16:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/?p=1297"},"modified":"2021-09-10T18:14:37","modified_gmt":"2021-09-10T16:14:37","slug":"processi-creativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/processi-creativi\/","title":{"rendered":"Processi creativi"},"content":{"rendered":"<p>Il processo creativo della produzione di opere d\u2019arte potrebbe avere significative ripercussioni terapeutiche per coloro che soffrono di malattia di Parkinson.<\/p>\n<p>La malattia di Parkinson rappresenta la seconda patologia neurodegenerativa pi\u00f9 diffusa dopo la demenza di Alzheimer, con circa dieci milioni di persone attualmente affette nel mondo. La malattia di Parkinson si caratterizza per la progressiva comparsa di disturbi molto invalidanti, quali lentezza, alterazioni posturali e difficolt\u00e0 del cammino. Inoltre, i pazienti affetti da Parkinson possono sperimentare un vasto repertorio di sintomi non-motori, come ad esempio la depressione, l\u2019ansia, l\u2019apatia e svariate problematiche nella percezione visiva. Le terapie farmacologiche al momento disponibili consentono in genere un buon controllo di alcuni sintomi della malattia per diversi anni. Purtroppo, per\u00f2, la malattia di Parkinson \u00e8 ancora priva di terapie causali efficaci in grado di arrestare il sottostante processo neurodegenerativo. Con il passare degli anni, la disabilit\u00e0 accumulata dal malato ne riduce sensibilmente la qualit\u00e0 di vita. In questo contesto, approcci terapeutici complementari come l\u2019arte-terapia costituiscono un crescente oggetto di interesse scientifico per via del loro possibile ruolo nel migliorare la qualit\u00e0 di vita del malato.<\/p>\n<p>Un originale progetto di ricerca clinica \u00e8 stato recentemente guidato da uno studente di dottorato dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, con la partecipazione di 18 pazienti affetti da malattia di Parkinson di grado lieve-moderato. Lo studio ha esaminato gli effetti indotti da 20 sedute di arte terapia attraverso un\u2019estesa batteria di test clinici, psicologici e comportamentali. I progetti d\u2019arte terapia sono consistiti principalmente nella produzione di arte visiva come pitture, disegni e murali.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno notato miglioramenti significativi nelle funzioni visive e nei movimenti oculari dei pazienti, ma anche nella loro funzione motoria globale. Tali cambiamenti si associavano peraltro a modifiche della connettivit\u00e0 funzionale caratterizzate da una riorganizzazione delle reti neurali del cervello deputate al processamento dell\u2019informazione visiva. Gli autori hanno ipotizzato che parte degli effetti benefici osservati nella funzione motoria del malato possano essere spiegati dai miglioramenti delle loro funzioni percettive. Insomma, un\u2019informazione visiva pi\u00f9 accurata e affidabile dell\u2019ambiente in cui ci troviamo potrebbe migliorare il modo in cui ci muoviamo all\u2019interno di esso. Questa scoperta stimola, pi\u00f9 in generale, il dibattito scientifico circa il rapporto tra percezione e movimento.<\/p>\n<ul class=\"wpuf_customs\"><\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo creativo della produzione di opere d\u2019arte potrebbe avere significative ripercussioni terapeutiche per coloro che soffrono di malattia di Parkinson. 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