{"id":1643,"date":"2023-03-29T22:47:07","date_gmt":"2023-03-29T20:47:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/?p=1643"},"modified":"2023-03-29T22:48:06","modified_gmt":"2023-03-29T20:48:06","slug":"vermi-lunari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/vermi-lunari\/","title":{"rendered":"VERMI LUNARI"},"content":{"rendered":"<p>I lombrichi sono in grado di sopravvivere e riprodursi su un <strong>simulante di regolite lunare<\/strong> (l\u2019insieme di sedimenti, polvere e pietre che compongono lo strato pi\u00f9 superficiale del suolo lunare). \u00c8 questo il risultato di uno studio condotto dalla Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa che apre nuovi scenari sulla possibilit\u00e0 di una <strong>futura crescita di colture nello spazio<\/strong>. Le azioni benefiche dei lombrichi potrebbero essere sfruttate <strong>per rendere il suolo lunare<\/strong> <strong>fertile e produrre cos\u00ec cibo fresco<\/strong> per gli astronauti.<\/p>\n<p>Lo studio, appena pubblicato su una rivista scientifica internazionale, \u00e8 stato realizzato in collaborazione tra l\u2019<a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/istituto\/biorobotica\">Istituto di BioRobotica<\/a>, con il prof. <a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/cesare-stefanini\">Cesare Stefanini<\/a> e il ricercatore <a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/donato-romano\">Donato Romano<\/a>, e il <a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/centro-di-ricerca\/scienze-delle-piante\">Centro di Ricerca in Scienze delle Piante<\/a> con la prof.ssa <a href=\"https:\/\/www.santannapisa.it\/it\/chiara-pucciariello\">Chiara Pucciariello<\/a>. Coinvolto anche il <strong>Gran Sasso Science Institute<\/strong> (GSSI).<\/p>\n<p><strong><em>Acqua e cibo sulla luna? Quali soluzioni\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La <strong>NASA<\/strong> ha annunciato che la prima donna e il prossimo uomo raggiungeranno la <strong>Luna entro il 2024<\/strong>. Uno dei principali problemi delle missioni nello spazio a lungo termine \u00e8 la limitata possibilit\u00e0 di stivare risorse come il cibo e l\u2019acqua. Nonostante tecnologie come <em>bioregenerative life support system <\/em>(BLSS) e impianti di space farming siano promettenti per fornire cibo fresco, produrre ossigeno, fissare anidride carbonica e purificare l&#8217;acqua per gli astronauti, l\u2019implementazione di questi sistemi \u00e8 ostacolata dalla necessit\u00e0 di fornire quantit\u00e0 iniziali importanti di risorse dalla Terra.<\/p>\n<p><strong><em>I lombrichi per favorire le future piantagioni sulla Luna<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Lo studio coordinato dalla Scuola Superiore Sant\u2019Anna ha investigato la capacit\u00e0 di <strong>una determinata specie di lombrico<\/strong> (<em>Eisenia fetida<\/em>, conosciuto come \u2018verme rosso californiano\u2019 e comunemente usato per la produzione di vermicompost) di sopravvivere e riprodursi su un simulante di regolite lunare. Questi animali ospitano nel loro sistema digerente un <strong>particolare microbiota<\/strong> che, se rilasciato nel terreno, ha azione di promozione della crescita delle piante e aumento della tolleranza agli stress.<\/p>\n<p>\u201cI risultati della ricerca \u2013 dichiara <strong>Donato Romano<\/strong>, primo autore dello studio &#8211; hanno mostrato come il lombrico possa adattarsi al suolo lunare fornendo un potenziale strumento biologico per promuovere i processi di creazione di suoli extraterrestri abitabili con un conseguente possibile aumento della fertilit\u00e0 della regolite lunare, pi\u00f9 adatta ad ospitare le piante e quindi l\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019azione dei lombrichi potrebbe cos\u00ec contribuire a ridurre i costi e le sfide logistiche del trasporto di materiale per la coltivazione dalla terra alla luna, sfruttando cos\u00ec direttamente il suolo lunare.<\/p>\n<p>\u201cStudi precedenti hanno dimostrato come le piante siano in grado di crescere e germinare sulla regolite lunare, in presenza di elementi nutritivi. Questo substrato non \u00e8 per\u00f2 completamente benefico per la pianta perch\u00e9 pu\u00f2 indurre situazioni di stress. Quello che vogliamo studiare in un prossimo futuro \u00e8 se la presenza dei lombrichi all\u2019interno della regolite lunare possa ridurre questa situazione di stress e rendere questo substrato maggiormente benefico per la crescita delle piante\u201d dichiara <strong>Chiara Pucciariello<\/strong>, professoressa associata presso il Centro di Ricerca in Scienze delle Piante.<\/p>\n<p>\u201cUn piccolo gruppo di ingegneri, entomologi e scienziati delle piante si \u00e8 posto una grande sfida scientifica: come rendere fertile il suolo lunare, di per s\u00e9 pi\u00f9 aggressivo e ostile alla vita rispetto a quello terrestre. Siamo riusciti a dimostrare, primi nel mondo, che una specie di lombrico \u00e8 capace di sopravvivere su questa superficie. \u00c8 un primo passo per una possibile coltivazione sulla Luna\u201d commenta <strong>Cesare Stefanini<\/strong>, professore ordinario presso l\u2019Istituto di BioRobotica.<\/p>\n<ul class=\"wpuf_customs\"><\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I lombrichi sono in grado di sopravvivere e riprodursi su un simulante di regolite lunare (l\u2019insieme di sedimenti, polvere e pietre che compongono lo strato pi\u00f9 superficiale del suolo lunare). \u00c8 questo il risultato di uno studio condotto dalla Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa che apre nuovi scenari sulla possibilit\u00e0 di una futura crescita di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":1641,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[69],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1643"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1643"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1645,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1643\/revisions\/1645"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brainsinitaly.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}